Meditazioni Dominicali

  • MEDITAZIONE DELLA XX DOMENICA - ANNO C - 17.08.2025

    • 22 Agosto 2025

    Rev. Henry Pamphile La Joie Haba 



    «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12,49) 

    Cari fratelli e sorelle,

    Le parole di Gesù nel Vangelo di questa domenica sono forti e sorprendenti. Mentre noi sogniamo la pace, Lui ci parla non di tranquillità o di benessere spirituale, ma di fuoco: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra…». Che significa? Questo fuoco non è distruttivo, è il fuoco dell’amore ardente di Dio, un fuoco che purifica, illumina, trasforma, ma che anche disturba.

    Questo fuoco è lo Spirito Santo. Brucia tutto ciò che è tiepido, ipocrita, ambiguo. Riaccende in noi la passione per la verità, la giustizia, la fede vissuta in pienezza. Non lascia l’anima tranquilla nella mediocrità. Per questo divide: mette ciascuno di fronte a una scelta radicale. Seguire Cristo non significa cercare di piacere a tutti, ma prendere posizione.

    Entrando in una casa rimasta chiusa per anni, troviamo polvere ovunque e aria irrespirabile. Bisogna aprire, lasciar entrare la luce, e a volte bruciare ciò che è diventato nocivo. Il Vangelo è questo fuoco: non accarezza le nostre abitudini, le scuote per liberarci. San Basilio di Cesarea diceva: «Lo Spirito Santo scende come fuoco non per distruggere, ma per purificare l’oro che Dio ha messo in noi» (cfr. Omelia sullo Spirito Santo, PG 32, 100).

    Questo fuoco, fratelli e sorelle, ha un costo. Può dividere famiglie, amicizie, ambienti. Gesù lo dice chiaramente: «Il padre sarà contro il figlio, la figlia contro la madre…» (Lc 12,53). Non per seminare conflitto, ma perché la verità disturba dove regna la menzogna.

    Anche il profeta Geremia lo ha vissuto: fedele a Dio, è stato gettato in una cisterna fangosa (Ger 38, prima lettura). Ma Dio lo ha rialzato. La sua fedeltà è stata dolorosa, ma feconda.

    In un mondo dove i compromessi sostituiscono spesso la verità, osiamo accendere questo fuoco nelle nostre vite: scegliere la verità anche quando costa, difendere i piccoli, anche se questo ci isola. Il fuoco del Vangelo è una fedeltà quotidiana, concreta, nelle parole, nelle decisioni, nei rapporti.

    Non spegniamo lo Spirito per paura di disturbare o per desiderio di compiacere. Il silenzio complice e le mezze misure spengono la luce interiore. Seguire Cristo vuol dire, a volte, andare controcorrente, senza provocazione ma con coraggio.

    Essere cristiani oggi è accettare di essere un segno di contraddizione. Preferire l’amore esigente alla comodità, la coerenza alla popolarità. Questo fuoco è vera libertà: illumina, purifica, trasforma. È il fuoco di Dio che ci plasma a immagine di Cristo.

    Preghiera conclusiva

    Signore Gesù,
    accendi in noi il fuoco del tuo amore.
    Purifica i nostri cuori da ogni paura,
    donaci il coraggio della verità
    e rendici testimoni ardenti della tua luce
    nel cuore del mondo. Amen.