Racconti di José Alberto

  • L’Angelo Custode non ci abbandona mai

    • 21 Giugno 2025


    Scritto da José Alberto Chávez del Rio

    Mia madre, quando ero piccolo, mi ha insegnato a rivolgermi sempre, nelle mie preghiere della sera, all’Angelo Custode. Mia madre mi diceva che dal momento in cui  veniamo al mondo siamo accompagnati dal nostro angelo protettore, che rimarrà con noi fino alla nostra morte. Mi ricordo che, da piccolo, quando frequentavo la scuola dei Salesiani in Perù, anche i sacerdoti ci parlavano degli angeli custodi, i grandi protettori della nostra vita.
    Sono passati tanti anni e, crescendo, si smette di credere a queste cose imparate da piccoli, fino a quando nelle nostre vite accade qualcosa…
    Racconterò due cose che mi sono successe.
    Un compagno di scuola stava per prendere un aereo. C’era tanta gente per l’imbarco all’aeroporto, quella sera, e con un gruppo di amici siamo andati a salutarlo prima del suo lungo viaggio. Mi ricordo degli abbracci e delle risate che ci siamo fatti fino alla sua partenza. Uno del gruppo gli diceva “se hai qualche problema, chiama il tuo Angelo Custode, che lui verrà ad aiutarti”. Quando sono tornato a casa erano passate 5 ore dalla partenza di questo amico. Ho acceso la tv per vedere il telegiornale e ho sentito la notizia “aereo precipita sulle montagne”: dalla descrizione che ne veniva fatta ho capito che era l’aereo del mio amico. Che tristezza! Il telegiornale diceva che tutti i 160 passeggeri erano morti. Che gran dolore perdere un caro amico d’infanzia! Il giorno seguente la tv ha dato la notizia che c’era un sopravvissuto e poi ha fornito il nome del mio amico. Che grande sorpresa! Quando sono andato a visitare il mio amico ho visto che era incolume, senza neanche un graffio.

    L’ho abbracciato e gli ho domandato cosa fosse successo, e lui mi ha risposto “all’improvviso c’è stata una turbolenza e l’aereo si muoveva moltissimo. Ci hanno detto di allacciarci la cintura di sicurezza, ma l’aereo si muoveva sempre più forte e si sentiva che stava scendendo velocemente. Tutti gridavano e io mi sono ricordato delle parole del mio amico e ho chiamato il mio Angelo, chiedendogli di aiutarmi. Mentre l’aereo precipitava, ho sentito che qualcuno mi spingeva verso un sedile al centro, che era vuoto. Ho visto un signore che mi sorrideva e mi ha detto “rimani al centro e afferra con forza il sedile davanti a te”. Quando mi sono girato quella persona era già sparita. Ho fatto come mi aveva detto e all’impatto sono svenuto. Quando mi sono svegliato ero all’ospedale e tutti i medici erano meravigliati perché non avevo neanche una frattura. Era vero, ed era l’unico sopravvissuto. È stato l’Angelo Custode a salvarlo.

    Nel secondo episodio racconterò di un giovane che frequentava la parrocchia della mia città e lavorava al porto del Callao - Perù per pagarsi gli studi. Molte volte usciva dal lavoro tardi. Una sera è uscito verso le 23:30 per andare a casa e ha preso una strada buia per arrivare prima. Improvvisamente si è trovato davanti un gruppo di 9 persone, armate di coltelli e pistole, che l’hanno fermato e, insultandolo e colpendolo, l’hanno buttato a terra per prendergli i pochi soldi che aveva in tasca. Lui, per la disperazione e temendo per la propria vita, ha invocato il suo Angelo Custode, chiedendogli protezione. Dal nulla è apparso un enorme cane grigio, che ha iniziato ad abbaiare e si è lanciato sulla banda. Questi, al vedere la bestia inferocita, sono scappati in preda al panico, con il cane che li inseguiva. Quindi un giovane si è avvicinato al ragazzo e,  prendendogli la mano, gli ha detto “noi non abbandoniamo nessuno”. Il ragazzo si è rialzato, ma il giovane misterioso era sparito.
    Queste storie sono successe a due persone che conosco ma esperienze del genere sono accadute a tante altre persone. Per questo non dimenticarti di chiedere al tuo Angelo Custode la sua protezione, in ogni momento della tua vita.