
Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle negli Stati Uniti d’America, i kamikaze sono diventati sempre di più una forma comune, non soltanto di fare la guerra contro chi opprime, ma di compiere sistematicamente degli atti terroristici anche contro la gente innocente. Mi riferisco particolarmente ad una serie di bombe suicide in Cecenia negli ultimi giorni e a tanti altri attacchi terroristici di kamikaze fuori da Israele e dalla Palestina.
Nonostante tutto ciò, noi abbiamo una lezione da imparare. Dobbiamo prima di tutto imparare a non dimenticare il passato, perché chi dimentica la storia è condannato a ripetere gli errori della storia. Inoltre, dobbiamo renderci sempre conto della inadeguatezza dei nostri mezzi nel risolvere i problemi, non per produrre armi ancora più sofisticate, ma per scoprire un’altra logica di fare la pace, cioè, la logica della giustizia e dell’amore. Dobbiamo non soltanto capire, ma credere che solo con la guerra non si costruisce la pace. E finché non ci sarà la giustizia nel mondo della politica, dell’economia e anche della religione, non ci sarà mai la pace. Il Papa Giovanni Paolo II ha ribadito questo messaggio quasi ogni anno durante la giornata mondiale della pace.