
Per quanto riguarda la mia personale visione la situazione è senza dubbio cambiata in peggio. Ricordo che quando ero bambino, sebbene “stimolassi” la curiosità della maggioranza delle persone, l’approccio non era certamente di immediato pregiudizio negativo. Sono cresciuto avendo gli occhi puntati addosso: 30 anni fa i bambini orientali erano così pochi che nessuno resisteva alla voglia di “osservare” un Cinese.
Ovviamente il ragionamento è errato. In città estere realmente multietniche, come Parigi o Londra, non è raro incontrare camerieri o baristi, commessi o conducenti di taxi e mezzi pubblici di colore, ed infatti nessun francese o inglese si stupisce di ciò. In Italia il fenomeno immigrazione è recentissimo.
Spero che i miei figli non incontrino le ostilità che alcuni dimostrano verso gli stranieri. Spero, insomma, che l’integrazione che gli italiani hanno ottenuto con grande sacrificio in altri paesi, quali Nord e Sud America o Germania, tanto per citarne alcuni, sia la stessa integrazione che spetterà agli extracomunitari di tutto il mondo. Non bisogna dimenticare un grande merito che spetta agli stranieri in Italia, oltre a quello di diffondere nuove cucine, far conoscere nuovi mondi, culture e storie: possiamo affermare che lo straniero ha reso più unita l’Italia rispetto al sentimento di secessione del Nord verso il Sud. Infatti, mentre in un passato recente alcuni intolleranti del nord Italia mal digerivano i meridionali, questo mal sentimento ora è stato trasferito sugli extracomunitari.