Cinesi a Roma

  • IL CAMBIAMENTO DEI TEMPI

    • 21 Giugno 2025


    Scritto da Daniele Wong

    Si dice che nel futuro la società sarà multietnica. Tutti saranno integrati e la globalizzazione sarà la realtà imminente. Ma, intanto, come è cambiato l’approccio tra italiani e stranieri?
    Per quanto riguarda la mia personale visione la situazione è senza dubbio cambiata in peggio. Ricordo che quando ero bambino, sebbene “stimolassi” la curiosità della maggioranza delle persone, l’approccio non era certamente di immediato pregiudizio negativo. Sono cresciuto avendo gli occhi puntati addosso: 30 anni fa i bambini orientali erano così pochi che nessuno resisteva alla voglia di “osservare” un Cinese.
    Crescendo, la situazione era pressoché stabile ed ero talmente abituato ad essere osservato da non farci più caso. Infatti, una volta, una mia amica Cino-francese in visita in Italia, preoccupata, mi domandò se avesse fatto qualcosa di bizzarro o se fosse vestita in modo stravagante, perché tutti si giravano a guardarla. La mia risposta fu: sei talmente bella che tutti si girano ad ammirarti. Sebbene fosse effettivamente carina, la realtà era ben diversa: l’essere cinese a Parigi era differente che esserlo a Firenze o a Roma.
    Oggi, nelle grandi città, la gente si è abituata a vedere persone di tutte le nazionalità e quindi l’interesse è diminuito; una cosa sopra descritta difficilmente di verificherebbe, eppure sono passati solamente 10 anni. Purtroppo è cresciuta la diffidenza nei confronti del cosiddetto extracomunitario. C’è da dire che, se da un lato la città offre tutti i tipi di servizi, divertimenti, possibilità di spostamento, in realtà rende tutti sempre più isolati: è facile che non si conoscano i propri vicini, e quindi perché essere aperti verso gli sconosciuti e, a maggior ragione, se stranieri.

    Ovviamente il ragionamento è errato. In città estere realmente multietniche, come Parigi o Londra, non è raro incontrare camerieri o baristi, commessi o conducenti di taxi e mezzi pubblici di colore, ed infatti nessun francese o inglese si stupisce di ciò. In Italia il fenomeno immigrazione è recentissimo.
    A mio parere una delle colpe della sensazione di diffidenza e pregiudizio è da attribuire ai mass media italiani: penso siano colpevoli di offrire le notizie riguardanti gli immigrati solo con taglio negativo. La parola extracomunitario è diventata sinonimo di straniero, povero, probabilmente clandestino e forse anche delinquente. Ma gli americani residenti in Italia restano americani, e così pure i canadesi. Al contrario, i sudamericani, i neri d’Africa, gli orientali o gli europei dell’est sono gli extracomunitari. Questa parola, usata in modo ovviamente improprio, è diventata di uso comune, soprattutto dai Tg e dai giornali e ogni notizia che riguardi gli stranieri è certamente negativa. Raramente si parla degli stranieri in termini positivi.
    La sensazione dell’uomo della strada è che lo straniero “rubi” il lavoro agli italiani, non rendendosi conto che spesso gli stranieri occupano i lavori meno appetitosi: colf, lavapiatti, manovalanza, operai nelle fabbriche, contadini. Questi sono i lavori che gli stranieri hanno fatto inizialmente, ma ora si comincia a vedere lo straniero anche fare altri lavori. L’Italia è entrata in Europa e si sta avvicinando anche all’integrazione degli stranieri nel mondo del lavoro.

    Spero che i miei figli non incontrino le ostilità che alcuni dimostrano verso gli stranieri. Spero, insomma, che l’integrazione che gli italiani hanno ottenuto con grande sacrificio in altri paesi, quali Nord e Sud America o Germania, tanto per citarne alcuni, sia la stessa integrazione che spetterà agli extracomunitari di tutto il mondo. Non bisogna dimenticare un grande merito che spetta agli stranieri in Italia, oltre a quello di diffondere nuove cucine, far conoscere nuovi mondi, culture e storie: possiamo affermare che lo straniero ha reso più unita l’Italia rispetto al sentimento di secessione del Nord verso il Sud. Infatti, mentre in un passato recente alcuni intolleranti del nord Italia mal digerivano i meridionali, questo mal sentimento ora è stato trasferito sugli extracomunitari.