Mi sono alzato presto una domenica mattina per andare a Porta Portese, ho preso la Metro B, sono sceso a Piramide e, visto che era molto presto, sono andato al bar a fare colazione. Mentre prendevo il caffè, ho visto che all’uscita della metro c’erano dei venditori ambulanti che preparavano le loro bancarelle con i loro rispettivi prodotti. Vicino a me c’erano quattro agenti della polizia municipale che prendevano anche loro il caffè. Mi sono accorto che due gruppi di venditori stavano discutendo animatamente: vicino ad una bancarella c’erano quattro stranieri (originari del Bangladesh) che scaricavano i loro prodotti di abbigliamento dal furgone, mentre accanto all’altra bancarella c’erano quattro italiani che sistemavano i loro prodotti (scarpe). Mentre questi due gruppi discutevano per il territorio, gli agenti che erano accanto a me a fare colazione guardavano senza fare niente. Ad un certo punto, uno dei contendenti ha rovesciato la bancarella nemica e tutti i vestiti sono caduti per terra. Immediatamente l’altro gruppo ha reagito rovesciando a sua volta la bancarella piena di scarpe. Si sentivano le grida dei due gruppi ma gli agenti continuavano a guardare. Inizia la guerra campale: tutti prendono in mano ferri e pali, un italiano colpisce alla testa uno dei ragazzi stranieri, che cade a terra, e gli altri, infuriati nel vedere il loro amico insanguinato, si dirigono al proprio furgone e prendono catene e sassi. A quel punto la polizia municipale è intervenuta… C’era una folla di tante persone, la maggior parte stranieri. Sentivo tanti stranieri che dicevano tra di loro, “Questi italiani sono razzisti. Guardate quello straniero a terra: così ci trattano!”. Dall’altra parte sentivo diverse persone anziane che dicevano: “Questi extracomunitari creano sempre problemi. Devono cacciarli via tutti”. Poi sono arrivati l’ambulanza, la polizia e i carabinieri. E vedevo due gruppi che litigavano: uno dava la colpa a quelli del Bangladesh e l’altro la dava agli italiani. Ho lasciato perdere la scena e sono andato a Porta Portese. Mentre camminavo, iniziavo a riflettere su tutta la scena della rissa: 1.- Non era stato un episodio di razzismo come dicevano tanti, perché la gran parte degli stranieri era arrivata dopo la rissa ma, al vedere il ragazzo per terra, avevano pensato che fosse una vittima dell’altro gruppo. 2.- Non si poteva dare la colpa solo agli stranieri, perché gli anziani intervenuti avevano chiesto spiegazioni solo al gruppo italiano, senza domandare all’altro gruppo come erano andate le cose. La colpa fin dall’inizio, secondo me, è da addossare alla polizia municipale, che non sono intervenuti prima che scoppiasse la rissa. Perché quando gli agenti sono arrivati, i due gruppi stavano già discutendo per il posto. Ma loro sono andati a prendere il caffè.