Noi e gli altri

  • EDUCARE !

    • 27 Maggio 2013


    Scritto da Juan Renè Yanqui Apaza


    Educare è il mestiere più antico, anzi educarsi! L’uomo ha cercato sempre, sin dall’inizio della sua storia, di porsi delle domande e di capire molte cose dell’ambiente che aveva intorno. Educarsi è importante per stare insieme e significa rispettare alcune regole, capire la pericolosità di molti eventi.
    Oggi l’educazione è un compito assai importante in qualunque cultura, etnia o gruppo sociale.
    La cosa meravigliosa è capire la diversità e il modo di educare i figli di ogni cultura: i gesti, le parole, i giochi, i sentimenti, le emozioni, le grida, i canti, i balli, le preghiere sono elementi che costituiscono la crescita e l’armonia della persona, aiutano a crescere in simbiosi con il proprio ambiente naturale, culturale e con i valori ad esso collegati.
    Ma cosa succede quando un bambino si trova di fronte ad una cultura diversa dalla sua, come reagisce un uomo che deve vivere in una cultura differente da quella di cui è originario? Succedono molte cose.
    Un bambino può riuscire ad adattarsi quando l’ambiente viene reso accogliente e capace di suscitare nuove esperienze positive, ma può essere una trappola che limita la sua capacità di esprimere con naturalezza i propri sentimenti, e allora il bambino cresce nel rancore, nella nostalgia, con complessi d’inferiorità o di superiorità nei confronti dei suoi coetanei della stessa origine. Può anche arrivare a rinnegare o disprezzare la sua cultura di origine.
    Un adulto vive questa esperienza avendo bene in mente i paesaggi della sua infanzia, ricordando ogni evento particolare della sua vita nel suo ambiente di origine.
    L’ambiente nuovo può essere aggressivo o fonte della sua realizzazione, ma la capacità di adattarsi e di ambientarsi dipende sempre dagli eventi che segnano la sua esistenza.
    Educare è difficile, ma possibile; richiede riflessione e capacità di interrogarsi.
    La prima qualità necessaria per essere buoni educatori non è quella di aver raggiunto la propria maturità e di ritenersi pronti per educare, ma è piuttosto la disponibilità a un’azione educativa su di sé, è la capacità di ricercare sempre le soluzioni più adeguate in quel momento della vita. Educa-
    re è, in fondo, essere in perenne ricerca, stare all’interno
    di un dinamismo di crescita e di auto-educazione.