Meditazioni Dominicali

  • CATECHESI PER LA XXIII DOMENICA ORDINARIO - ANNO C - 07.09.2025

    • 7 Settembre 2025


    Rev. Henry Pamphile La Joie Haba

     

    Saggezza, distacco, fraternità: l’Eucaristia come scuola del vero discepolo

    Testi di riferimento: Sap 9,13-18; Sal 89 (90); Fm 1,9b-10.12-17Lc 14,25-33

    Fratelli e sorelle carissimi
    Il Vangelo di questa 23ª domenica ci provoca con una parola forte di Gesù: «Chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc 14,33). È un’esigenza, sì, ma anche una promessa: quella di una vita piena, libera e radicata nell’amore.
    Le letture di questa 23a domenica ci tracciano un cammino di maturità spirituale, in tre tappe essenziali:
    La saggezza per discernere,
    Il distacco per camminare liberi,
    La fraternità per amare davvero.
    E questo cammino, fratelli e sorelle, lo viviamo pienamente nell’Eucaristia, quando vi partecipiamo con fede e coscienza.

    1. L’Eucaristia: scuola della saggezza divina
    Nella prima lettura (Sap 9,13-18), Salomone prega: «Chi può conoscere il volere di Dio?»
    Le nostre decisioni spesso ci superano, ma Dio dona la sua saggezza a chi la cerca con umiltà. Sant’Agostino diceva: «Dio comanda ciò che vuole, ma dà ciò che comanda»(Confessioni, X, 29).
    Nell’Eucaristia riceviamo la Parola di Dio, vera luce per il cuore. È lì che impariamo a pensaresecondo Dio, non secondo il mondo.

    2. L’Eucaristia: invito al distacco che libera 
    Il Vangelo ci chiama a un distacco interiore. Non si tratta di disprezzare le cose, ma di mettere Cristo al centro. Come uno scalatore che deve abbandonare lo zaino troppo pesante per proseguire, così anche noi dobbiamo lasciare ciò che ci appesantisce. L’Eucaristia è il luogo in cui deponiamo i nostri pesi ai piedi della croce. Offriamo tutto a Dio: tempo, ferite, preoccupazioni… e riceviamo Cristo pane vivo, forza per il cammino.

    3. L’Eucaristia: luogo della vera fraternità 
    Nella seconda lettura (Fm 9-17), Paolo chiede a Filemone di accogliere Onesimo come un fratello in Cristo. San Giovanni Crisostomo ci scuote: «Onori questa mensa, ma trascuri tuo fratello affamato? Anche quest’altare è il corpo di Cristo» (Omelia su Matteo, 50). 
    Ricevere l’Eucaristia significa riconoscere Cristo anche nel volto degli altri, specialmente nei poveri e negli esclusi.

    4. Vivere l’Eucaristia ogni giorno 
    Fratelli e sorelle, l’Eucaristia non è solo un rito: è scuola di vita cristiana. Ci forma a camminare come discepoli liberi, umili, fraterni. Poniamoci tre domande:
    Lascio che la Parola di Dio illumini le mie decisioni? (la sagezza)
    - Sono disposto a lasciare ciò che mi allontana da Gesù? (lo spogliamento)
    - Vivo la comunione con Cristo come comunione con i fratelli? (la fraternità e l’accoglienza)
    Ogni Eucaristia è fonte di saggezzaatto di distacconascita alla fraternità.

    Preghiera conclusiva:
    Signore Gesù,
    Tu che ti doni a noi nell’Eucaristia,
    insegnaci ad ascoltare la tua Parola con cuore aperto,
    a scegliere Te ogni giorno nella libertà,
    e a riconoscere il tuo volto nei fratelli.
    Rendici veri discepoli,
    trasformati dal tuo amore
    e inviati come pane spezzato per il mondo.
    Amen.

    «Che la vostra gioia sia piena» (Gv 16,24)
    Buona domenica a tutti, in unione di preghiera per la giustizia e la pace. Per l’intercessione dei santi Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, Dio vi benedica!